FERMO AMMINISTRATIVO DELLA MACCHINA:COLPEVOLE DI CHIAMARSI COME IL NONNO
Nell’epoca delle tecnologie avanzate e della comunicazione può accadere che un ignaro signore di ottanta anni A.T. va all’ACI per pagare il bollo e gli viene comunicato che lo stesso non può essere effettuato in quanto insiste sul veicolo un fermo amministrativo.
Da lì inizia il calvario. L’ACI, chiedendo un corrispettivo, gli fornisce lo stampato dal quale risulta l’autore dell’iscrizione pregiudizievole è la Sorit di Ravenna.
Questa società di riscossione non ha sedi, uffici o domicili a Teramo.
Rintracciata telefonicamente l’ignaro utente scopre che è debitore di 132,12 euro per una bolletta del Ruzzo non pagata e le spese di riscossione.
Tale circostanza non risulta all’utente e dopo non poche insistenze scopre che l’utenza è intestata ad un omonimo, il nonno.
Cerca di far capire l’accaduto ma non ci riesce.
Riesce dopo qualche giorno a parlare con una funzionaria gli spiega che l’immobile fornito non è di sua proprietà, che AT di cui si trattava era il nonno e che l’utenza, non trasferita, era utilizzata da un suo cugino che aveva ereditato la casa.
La funzionaria comprende l’accaduto e provvede all’invio di una nota di discarico.
La Federconsumatori di Teramo ritiene che bastava un semplice controllo del codice fiscale per evitare il disagio all’utente. L'associazione chiede "Vorremmo sapere a chi è stato inviato il sollecito e chi il preavviso di fermo, obbligatori. "
Esiste una evidente sproporzione tra la tutela del credito e le azioni poste in essere.
La situazione è allarmante i concessionari applicano la norma in modo ferreo senza tener conto dei danni che possono arrecare, continua e sottolinea, esiste una evidente sproporzione tra la tutela del credito e le azioni poste in essere.
Per fortuna il signore in oggetto è pensionato ed ha altre auto, ma se questa cosa accadeva ad un lavoratore che aveva bisogno del mezzo per poter lavorare????
La Federconsumatori chiederà il risarcimento del danno patrimoniale e non per grave ed evidente negligenza
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mercoledì 26 gennaio 2011
IL CENTRO ASSISTENZA GLI COMUNICA LO PUO’ BUTTARE E’ OSSIDATO, IL CELLULARE FUNZIONANTE GENERA UN RISARCIMENTO
IL CENTRO ASSISTENZA GLI COMUNICA LO PUO’ BUTTARE E’ OSSIDATO, IL CELLULARE FUNZIONANTE GENERA UN RISARCIMENTO
Dopo qualche giorno dava problemi, l’utente M. T. D’A. si rivolgeva al negozio di una nota marca di telefonia dove aveva effettuato l’acquisto di un cellulare del costo superiore a 500,00 euro. Il buono per andare dal centro assistenza dopo due mesi il cellulare è riconsegnato. Passano solo alcuni giorni e il cellulare si blocca. Si torna nuovamente, dopo il passaggio nel negozio, al centro di assistenza dopo un mese il verdetto: “Signora il suo cellulare è ossidato, sicuramente si è bagnato, basta anche il sudore (si era in estate)”. Rattristata la cliente, provvede all’acquisto di un nuovo cellulare e di fronte alla proposta di riacquisto per 50 euro del vecchio (nuovo e costoso) non accetta . Non convinta della comunicazione del venditore e soprattutto del tecnico, il cellulare non si era mai bagnato, si rivolge alla Federconsumatori, che inoltra un reclamo per difetto occulto. Porta a un altro tecnico l’apparato e scopre con suo grande stupore la mancata ossidazione e soprattutto la riacquistata funzionalità a seguito di un semplice aggiornamento del software. Nella giornata di ieri la Federconsumatori è riuscita ad ottenere un ristoro per il disagio subito dall’utente
Dopo qualche giorno dava problemi, l’utente M. T. D’A. si rivolgeva al negozio di una nota marca di telefonia dove aveva effettuato l’acquisto di un cellulare del costo superiore a 500,00 euro. Il buono per andare dal centro assistenza dopo due mesi il cellulare è riconsegnato. Passano solo alcuni giorni e il cellulare si blocca. Si torna nuovamente, dopo il passaggio nel negozio, al centro di assistenza dopo un mese il verdetto: “Signora il suo cellulare è ossidato, sicuramente si è bagnato, basta anche il sudore (si era in estate)”. Rattristata la cliente, provvede all’acquisto di un nuovo cellulare e di fronte alla proposta di riacquisto per 50 euro del vecchio (nuovo e costoso) non accetta . Non convinta della comunicazione del venditore e soprattutto del tecnico, il cellulare non si era mai bagnato, si rivolge alla Federconsumatori, che inoltra un reclamo per difetto occulto. Porta a un altro tecnico l’apparato e scopre con suo grande stupore la mancata ossidazione e soprattutto la riacquistata funzionalità a seguito di un semplice aggiornamento del software. Nella giornata di ieri la Federconsumatori è riuscita ad ottenere un ristoro per il disagio subito dall’utente
lunedì 24 gennaio 2011
MANCA LA CORRENTE SPETTANO RISARCIMENTI E INDENNIZZI
La Federconsumatori di Teramo ha trasmesso una richiesta formale all'Enel per l'apertura di un tavolo di concertazione per trovare modalità che facilitino i cittadini nell'ottenimento dell'indennizzo e degli eventuali risarcimenti danni.
E' noto che diversi paesi della provincia di Teramo nelle zone montane siano rimaste senza corrente per tutta la giornata di ieri ed in alcuni casi anche nella mattinata di oggi.
Questa circostanza determina un indennizzo legato al periodo di mancata erogazione ed un eventuale risarcimento dei danni.
La Federconsumatori di concerto con le amministrazioni locali organizzerà assemblee per informare gli utenti.
pasquale di ferdinando
mercoledì 19 gennaio 2011
SOCIETA'. Istat su povertà e sanità: la reazione delle associazioni dei consumatori
La situazione registrata dall'Istat è "sempre più allarmante". Il 13% della popolazione, nel 2009, si trovava in situazione di povertà, la tendenza continuerà ad aggravarsi in assenza di interventi concreti e di fronte al calo dei consumi e del potere d'acquisto e all'aumento della cassa integrazione e della disoccupazione "il Governo non ha fatto nulla, contribuendo così ad alimentare la pericolosa spirale in cui è entrata la nostra economia, con ripercussioni estremamente negative sul benessere delle famiglie e sulla crescita del Paese". È quanto commentano Federconsumatori e Adusbef in relazione ai dati sulla povertà delle famiglie italiane resi noti oggi dall'Istat nell'ambito del rapporto "Noi Italia - 100 statistiche per capire il paese in cui viviamo".
Le due associazioni ricordano che per il 2011 già si prevede una stangata di oltre mille euro a famiglia, e forse di più, per gli aumenti che pesano sulle tasche dei cittadini. Di conseguenza, affermano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, "di fronte a tali prospettive diventa sempre più inaccettabile il mancato intervento del Governo".
Il Movimento Consumatori si sofferma invece sul dato relativo alla spesa sanitaria, pari a quasi 1200 euro annui a famiglia, e sottolinea come questo sia frutto di diverse motivazioni fra le quali "la disorganizzazione delle strutture pubbliche sanitarie su cui grava un eccesso, spesso ingiustificato, di richieste di esami e di diagnostica specialistici che determinano un incremento delle liste d'attesa".
È quanto rileva Rossella Miracapillo, responsabile dell'Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori, che analizza nel dettaglio le cause della spesa sanitaria: "Le liste d'attesa intasate spingono i malati di patologie serie e che necessitano di interventi urgenti a rivolgersi alle strutture private, con costi per loro non indifferenti. Altro elemento che incide sulla spesa privata è l'incremento delle prescrizioni di cure non a carico del SSN (ad esempio, di integratori che spesso vengono affiancati ai medicinali tradizionali). Inoltre, ormai da tempo, gli stessi medici di famiglia tendono ad applicare una medicina di tipo difensivo, delegando alla diagnostica l'individuazione delle patologie. Un altro dato riguarda la preferenza dei cittadini per il farmaco griffato: spesso lo preferiscono all'equivalente accollandosi la differenza di prezzo".
Le due associazioni ricordano che per il 2011 già si prevede una stangata di oltre mille euro a famiglia, e forse di più, per gli aumenti che pesano sulle tasche dei cittadini. Di conseguenza, affermano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, "di fronte a tali prospettive diventa sempre più inaccettabile il mancato intervento del Governo".
Il Movimento Consumatori si sofferma invece sul dato relativo alla spesa sanitaria, pari a quasi 1200 euro annui a famiglia, e sottolinea come questo sia frutto di diverse motivazioni fra le quali "la disorganizzazione delle strutture pubbliche sanitarie su cui grava un eccesso, spesso ingiustificato, di richieste di esami e di diagnostica specialistici che determinano un incremento delle liste d'attesa".
È quanto rileva Rossella Miracapillo, responsabile dell'Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori, che analizza nel dettaglio le cause della spesa sanitaria: "Le liste d'attesa intasate spingono i malati di patologie serie e che necessitano di interventi urgenti a rivolgersi alle strutture private, con costi per loro non indifferenti. Altro elemento che incide sulla spesa privata è l'incremento delle prescrizioni di cure non a carico del SSN (ad esempio, di integratori che spesso vengono affiancati ai medicinali tradizionali). Inoltre, ormai da tempo, gli stessi medici di famiglia tendono ad applicare una medicina di tipo difensivo, delegando alla diagnostica l'individuazione delle patologie. Un altro dato riguarda la preferenza dei cittadini per il farmaco griffato: spesso lo preferiscono all'equivalente accollandosi la differenza di prezzo".
lunedì 10 gennaio 2011
SICUREZZA ALIMENTARE. Allarme diossina, Federconsumatori chiede il blocco delle importazioni
Sull'allarme diossina scoppiato in questi giorni in Germania, interviene Federconsumatori chiede il blocco dell'importazione fino a che non sia definitivamente risolto il problema relativo alla diossina nei mangimi utilizzati negli allevamenti. Oltre a disporre, ovviamente, controlli a tappeto circa la presenza in Italia dei prodotti interessati da tale allarme, disponendone l'eventuale ritiro.
"Gravissime e coraggiose - dichiara Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori - a tale proposito, le denunce delle Associazioni dei Consumatori tedesche relativamente alla colpevole indifferenza sia da parte delle imprese, relativamente agli autocontrolli, ma anche da parte delle istituzioni locali al fine di favorire le esportazioni. Accuse gravissime che, se verificate, apriranno la strada alle denunce per un vero e proprio attentato alla sicurezza dei cittadini dell'Unione Europea e, più in generale, di tutti i paesi importatori di tali prodotti. In tal senso chiamiamo la Comunità Europea ad intervenire con la massima severità nei confronti di comportamenti tanto gravi ed inaccettabili. "Ciò che emerge chiaramente da tali avvenimenti, in ogni caso, è l'assoluta necessità ed urgenza dell'avviamento di politiche comunitarie tese alla promozione di un'informazione chiara e trasparente su tutti i prodotti alimentari, da realizzarsi attraverso l'obbligo dell'indicazione di origine in etichetta. Una fondamentale misura di tutela - conclude Trefiletti - che, da anni, rivendichiamo a livello nazionale e comunitario"
CONSUMI. Adusbef e Federconsumatori: "Confcommercio conferma la nostra drammatica situazione"
Rosario Trefiletti
Presidente Nazionale
Federconsumatori
Continuano a giungere notizie estremamente preoccupanti sulla situazione economica del nostro Paese: Confcommercio, oggi, attesta una contrazione media annua dei consumi del -2,1% nel biennio 2008-2009. "Finalmente questi dati cominciano ad avvicinarsi alla realtà, confermando quanto prospettato dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori relativamente al pessimo andamento dei consumi registrato negli ultimi anni. Per la precisione, secondo quanto emerge dalle nostre rilevazioni, si è verificato una continua contrazione rispettivamente del -1,5% nel 2008, del -2,5% nel 2009 e del -2% nel 2010, per una caduta complessiva del -6% negli ultimi 3 anni".
"A questo drammatico andamento - aggiungono Federconsumatori e Adusbef - non sono sfuggiti neppure i consumi relativi alle festività natalizie, che hanno registrato un crollo del -12% solo del 2010 (per non parlare del 2009, anno in cui tale caduta era stata di oltre il -23%!). Inoltre, da quanto emerge dalla nostra indagine a campione sull'andamento dei saldi, appare evidente che nemmeno questi ultimi saranno risparmiati dall'ondata negativa che ha investito il mercato interno".
"Non condividiamo per nulla il cauto ottimismo di Confcommercio relativamente ai prossimi anni: di questo passo, e in assenza di interventi mirati a risollevare i bilanci e le prospettive delle famiglie, la situazione non potrà che aggravarsi - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef - E, quel che è peggio, si continuerà ad alimentare, in tal modo, la pericolosa spirale di sfiducia e contrazione della domanda che, come tutti sappiamo, determina pesantissime ricadute sulle'intera economia". "Per questo - concludono i Presidenti - lo ribadiamo ancora una volta, è ora di intervenire per invertire tale tendenza, attraverso una detassazione per le famiglie a reddito fisso di almeno 1200 euro anni e avviando un serio piano di investimenti sullo per lo sviluppo e la ricerca, fondamentali per non perdere terreno in campo internazionale.
sabato 8 gennaio 2011
Diossina nei mangimi animali : la Germania chiude 4700 aziende, ritardo inaccettabile nei controlli
Il nuovo scandalo causato dall’aggiunta fraudolenta di grassi contaminati da diossina in mangimi per polli e maiali ha ormai assunto dimensioni europee. Le autorità tedesche hanno chiuso 4709 allevamenti e le analisi hanno riscontrato una concentrazione di diossina nei mangimi superiore di 77 volte rispetto ai livelli massimi consentiti.
La questione è molto grave ma non bisogna farsi influenzare dai titoli dei giornali, perché i pericoli per i consumatori italiani sono pressoché inesistenti. Le uova e i polli non sono arrivati nel nostro paese, e quindi non c’è alcun motivo per modificare i propri acquisti. In Olanda e in Gran Bretagna (dove secondo il percorso ricostruito dalle autorità sanitarie tedesche attraverso la tracciabilità di filiera, sono finite partite di uova pastorizzate utilizzate per la produzione di prodotti da forno e altri alimenti) le partite di alimenti sospette sono state ritirate dal mercato e dai supermercati come Tesco e Morrisons. L’Agenzia per la sicurezza alimentare inglese (Fsa) ha individuato subito due aziende che utilizzavano uova pastorizzate tedesche per dolci e prodotti salati (Kensey Foods e Finsbury Food) e sono scattati subito i provvedimenti di blocco e i controlli. La Fsa ha anche tranquillizzato i cittadini dicendo che il livello di diossina è comunque minimo e trascurabile, perché le uova contaminate sono state diluite con altri ingredienti riducendo la concentrazione di diossina iniziale.
In ogni caso la maggior parte di prodotti è già stata consumata.
riguarda la capacità di azione e l’efficacia del sistema di allerta Europeo. Secondo un portavoce del ministero dell'Agricoltura sin dal mese di marzo si sapeva che la società tedesca produceva mangimi con un'eccessiva quantità di diossina. C’è da chiedersi allora come mai il problema è stato sollevato dalle autorità tedesche solo alla fine di novembre per poi essere rilanciato alla fine dell’anno nel sistema di allerta europeo (Rasff).
Questa situazione lascia aperti interrogativi allarmanti sull’efficacia e sul coordinamento dei controlli in Germania e sulla tutela dei consumatori. Se le fonti riportate dall’Agenzia Agi sono corrette, vuol dire che dolci, prodotti da forno, maionese, petti di pollo e bistecche di maiale e altri i prodotti contaminati sono stati mangiati per 9 mesi da migliaia di consumatori tedeschi e anche da un pò di cittadini Inglesi e abitanti dei Paesi Bassi.
Questa situazione di ritardi si collega per certi aspetti a quanto avvenuto pochi mesi fa con la vicenda mozzarella blu. Allora i marchi di mozzarelle prodotte dall’azienda casearia tedesca e vendute in Italia non sono state rivelate per almeno 15 giorni, nonostante le pressanti richieste fatte al ministero della Salute italiano, creando molto allarmismo sul mercato. Perché questo ritardo? Adesso il problema che si pone è più serio, anche perché le mozzarelle blu non erano patogene mentre la diossina è un problema molto grave
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